L'isola di Skye vive e la Calabria muore. Come mai?
L’isola di Skye, chiamata "isola delle Nuvole" dai Vikinghi ed "isola Alata" dai Celti, è la regina delle Higland scozzesi nonché l’isola più famosa di tutta la Scozia continuamente battuta da forti venti e caratterizzata da una natura così impetuosa e selvaggia che lascia anche i più scettici completamente senza fiato.
Pensate che questo angolo di terra incantevole e fuori dal tempo, dove tra l’altro è stato girato il film Highlander, ha ottenuto il sesto posto nella classifica delle Isole Incontaminate del Mondo del National Geographic Traveler.
E' straordinario vedere, toccare con mano vivendoci, un modello di sviluppo economico completamente fondato sulla green economy: pesca, allevamento, produzione di lana, latte, formaggio, sul turismo diffuso in B&B e micro alberghi. Qui non ci sono Valtur, non ci sono Club Med, non ci sono discoteche, non ci sono grandi imprese, nessuna industria. Tutti i cittadini sono imprenditori del loro territorio, della loro storia, della loro cultura, della green economy, della pesca, dell'allevamento e del turismo: ognuno di loro ha destinato almeno una stanza della propria casa al B&B, un pezzettino del loro giardino al micro eolico (loro hanno il vento, tanto vento, avessero avuto il nostro sole i loro tetti sarebbero pannelli fotovoltaici), i loro figli suonano nei pub, insegnano la vela e la pesca, sono proprietari di cliniche veterinarie, producono lana e formaggio, ci guidano alla scoperta della loro isola. Vestono bene, parlano le lingue ed hanno girato il mondo. Deduco che non hanno mai fatto anticamera in una segreteria politica e nessuno di loro sognerebbe di lavorare in un call center o di fare il portaborse. Loro alla politica hanno chiesto il governo delle strade, delle scuole, della sicurezza, della sanità. Perché tutto questo serve loro per restare in quest'isola e vivere agiatamente, lavorando nelle loro case, per la loro famiglia, e chiedono alla politica di svolgere il suo compito in modo serio, senza spreco di un cent in favore di nessuno. Diversamente li mandano a casa. Il loro sistema economico é sopravvissuto alla globalizzazione e alla crisi dei mercati internazionali, alle restrizioni finanziarie dell'Eurooa e anche alla Brexit. Le condizioni ambientali ed atmosferiche rendono possibile tutto questo solo durante pochi mesi all'anno. Se vivessero in Calabria potrebbero farlo dieci mesi all'anno, tranne luglio ed agosto che, normalmente, sono i mesi che i calabresi destinano all’attività turistica. Sich!!
Dov'è che abbiamo sbagliato noi calabresi?
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